Malattie infettive

CIMURRO

Anche se i soggetti adulti sono sempre a rischio, maggiormente contraggono il cimurro i cuccioli e i cani giovani.
Il virus viene inalato ed attraverso le tonsille, per via ematica, si diffonde a tutto l’organismo danneggiando il sistema immunitario e nervoso. La sintomatologia è caratterizzata da febbre molto alta, tosse, lacrimazione, scolo nasale, diarrea, vomito, screpolatura della pelle del tartufo e dei cuscinetti plantari, tremori ed attacchi epilettici. La terapia è mirata a risolvere le infezioni secondarie scatenate dalla patologia virale, poiché ancora nessun farmaco è capace di debellare il virus.

 

EPATITE

L’adenovirus si contrae per contatto con feci, urina e saliva di soggetto infetto. La sintomatologia non è evidente ed il decesso del cucciolo improvviso. Terapia inefficace.

 

HERPES VIRUS

La madre può essere portatore sano ed il contagio può avvenire nel periodo fetale o durante il parto. I neonati possono venire contagiati anche da soggetti portatori sani dopo la nascita. Sintomatologia limitata all’impossibilità di alimentazione del cucciolo. Il virus non perdona, il cucciolo muore nell’arco di un giorno. Non esistono terapie o profilassi.
LEPTOSPIROSI

Due le forme di Leptospirosi:

Leptospirosi epatica da “ictero aemorrhagiae” contratta per contatto diretto, bevendo acqua (pozzanghere) contaminata da urina di topi o cani infetti o portatori sani. che può invadere l’ organismo del cane sia per contatto diretto che attraverso l’ assunzione di acqua di pozzanghere contaminata dalle urine di individui (topi o cani ) ammalati o portatori sani. Il cane diventa apatico, febbre alta accompagnata da vomito e diarrea, itterizie (ingiallimento delle mucose). Danni irreversibili al fegato e decesso del soggetto nell’arco di 7-10 giorni. Terapia antibiotica con esiti positivi se il soggetto viene trattato immediatamente, purtroppo alla comparsa dell’ittero diventa molto difficile la guarigione.

Leptospirosi da “leptospira canicola” contratta assumendo acqua contaminata dall’ urina infetta.
Colpisce i reni provocando gravi danni irreversibili ed il soggetto infetto accusa tossicosi da uremia e vomito. Dopo la guarigione, i soggetti espellono con l’urina i batteri per lungo tempo.

 
PARVOVIROSI

La parvovirosi è apparsa di recente e si ritiene sia una variante del virus della panleucopenia felina.
Il virus predilige tessuti in crescita, per questo sono maggiormente colpiti da parvovirosi i giovani in accrescimento.
I sintomi sono : vomito acuto irrefrenabile (materiale liquido), dolori intestinali, diarrea da principio giallo grigiastra, poi emorragica, grave depressione. Il cucciolo in preda a fortissimi dolori addominali non si alimenta, desidera bere ma subito vomita il liquido assunto. L’effetto più preoccupante è la rapidissima disidratazione per cui il soggetto dimagrisce vistosamente nel giro di poche ore. Nei soggetti più giovani il virus può provocare una forma cardiaca con conseguente ingrossamento del cuore e scompenso circolatorio che li conduce a morte improvvisa . Il soggetto può guarire a condizione che si agisca tempestivamente somministrando antidiarroici, antiemorragici, ma soprattutto impedendo la disidratazione mediante infusione endovenosa.

 

RABBIA

Causata da virus, colpisce in prevalenza il sistema nervoso e si trasmette prevalentemente attraverso il morso di animali infetti.
La malattia si manifesta in diversi modi in relazione al ceppo virale, alla zona del morso ed alle condizioni del morsicato. L’incubazione di circa 30 giorni ha sintomatologia caratterizzata da: malessere generale, iperpiressia accompagnata da spasmi laringei ed idrofobia, decesso del soggetto non vaccinato né curato mediante vaccino post-esposizione.
L’Italia, libera da rabbia urbana fin dalla fine degli anni ’50, è stata periodicamente interessata dall’introduzione, in corrispondenza delle Regioni dell’arco alpino, di “rabbia silvestre” in volpi ed altri animali selvatici (tassi, caprioli), come conseguenza dell’epizoosia in corso nei Paesi dell’Europa Orientale fin dagli anni ’70.
Grazie alle campagne di vaccinazione antirabbica orale delle volpi, condotte contemporaneamente nelle aree italiane (Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano)
e straniere (Austria, Slovenia) coinvolte, nel nostro Paese non vengono più registrati casi di rabbia silvestre dal dicembre 1995.
L’ultimo caso di rabbia umana importato in Italia, risale al 1996 (il precedente risale al 1977) ad opera di un turista morsicato da un cucciolo randagio in Nepal. Non sottoposto a vaccinazione preventiva ne a quella post-esposizione l’uomo, di 32 anni, è deceduto in Italia, 35 giorni dopo il morso.

 

TOSSE DEL CANILE

La sua diffusione prevalentemente nel periodo estivo dov’è presente una grande concentrazione di animali (esposizioni, pensioni e canili) è dovuta ad un batterio che provoca una tracheo-bronchite infettiva.
I sintomi: inappetenza, depressione, forte lacrimazione e muco, accompagnano una tosse secca e continua. Il soggetto guarisce dopo un lungo periodo di cure.

pensione cani roma, agility, campo agility, pensione per cani roma, pensione per cani roma sud, pensione per cani roma eur, asilo per cani roma, asilo per cani roma sud, asilo per cani roma eur, addestramento cani roma, addestramento cani roma sud, addestramento cani roma eur, agility roma, agility roma eur, agility roma sud, pensione gatti, asilo per cani